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La Calabria nei foulards di Giuditta |
Formato cm. 90x90, seta twill 100%, cod.
149 |
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Rocce e scogli
famosi di Scilla con veduta della città e del castello. “... Ci parve di
notare una piccola rada e una spiaggia stretta - si legge tra l’altro nel
“Voyage pittoresque ou Description
des Royaumes de Naples et de Sicile”, opera in 5 volumi in-folio
dell’abate Jean Claude Richard de Saint-Non, Parigi 1781-1786 - adatta
a ricevere soltanto qualche barca di pescatori…alla fine di una serie di
case degradanti verso il mare... Barche trascinate dalle correnti che si
avvicinano fino ad un certo punto per paura degli scogli... come dice il
proverbio, non uscire da Scilla se non vuoi finire su Cariddi... “ |
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Strati (“La Calabria”, Giuditta, 2002) - si avverte un senso travolgente d’immenso e di mistero. Il mistero delle sirene, l’angoscia per il mostro Scilla che latra come una cagna con le sue sei teste e che divora coloro che transitano per lo stretto... Abbiamo imparato una cosa importante che allora Ulisse non poteva sapere; che neanche la maga Circe conosceva... Eh, si! Scilla è un luogo di miti. È un punto d’incontri e di scontri, di opposti e di leggende dove scorre il fiume più ampio e travolgente che esiste sulla faccia della terra: la corrente dello stretto, serena e solenne, ma a giorni impetuosa da far paura anche alle grandi navi dei nostri tempi; dipende dai venti liberati da Eolo che abita lì vicino... “ (L’immagine centrale è tratta da un dipinto originale dal vero del pittore Nicola Simbari) |
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